IL TOCCO CONSAPEVOLE – UNO “STRUMENTO”PER AMARE

CIAO MAMMA! CIAO PAPÀ! AVETE MAI SENTITO PARLARE DEL MASSAGGIO INFANTILE? E’ QUEL MASSAGGIO RISERVATO AI NEONATI (DI SOLITO AL DI SOTTO DEI 12 MESI), UNA PRATICA CHE AFFONDA LE RADICI IN TEMPI ANTICHI E CHE RENDE LA RELAZIONE TRA GENITORI E BIMBO PROFONDA E IMMEDIATA. UN MOMENTO OSEREI DIRE MAGICO… IN CUI IL TEMPO È TUTTO DEDICATO ALLA NUOVA FAMIGLIA: LA MAMMA SOLITAMENTE PENSA AL CALORE DELL’AMBIENTE (NOI MAMME TENDIAMO AD OCCUPARCI DELL’ASPETTO TEMPERATURA), PAPÀ ALL’ATMOSFERA (LUCI E MUSICA) … E SI PARTE… COME UN’ONDA CHE VA E VIENE, ACCAREZZIAMO IL NOSTRO BAMBINO SENZA INTERROMPERE IL CONTATTO CON LUI: NÉ TATTILE, NÉ VISIVO…ED IL TEMPO, SI FERMA.

E’ proprio così che ho scoperto l’amore per questa cura verso il mio bambino!
Portato in fascia dalla nascita, avevo intuito che questo contatto aveva davvero “poteri” (per restare in tema di magia) che a parole era difficile spiegare! Questo contatto fisico e visivo mi permetteva di entrare in una dimensione del “sentire” profonda ed estremamente efficace. Ho iniziato quindi ad approfondire il tema, nessuno mai mi aveva parlato e spiegato tutto questo, e se funzionava così bene, perché non divulgarlo? Perché non cercare di raccontare ad altri genitori che ascoltare il proprio bambino era così semplice, dopo tutto, serviva “solo” entrare in connessione con lui!
Iniziava così il mio viaggio di insegnante AIMI, che andava ad integrare la mia figura professionale di Consulente del babywearing (letteralmente “vestire” cioè avere addosso il proprio bambino in fascia/marsupio).

In qualità di insegnante AIMI, il mio compito è quello di aiutare a migliorare la relazione genitore-figlio attraverso il massaggio, che racchiude al suo interno tutti quegli elementi che sono alla base del processo di attaccamento (in inglese “bonding”).

Cos’è AIMI?
AIMI è l’acronimo di Associazione Italiana Massaggio infantile, ed è il Chapter italiano dell’IAIM (International association of infant Massage), la prima associazione al mondo ad interessarsi al tema del “tocco che nutre” (nurturing touch) e fondata in America da Vimala McClure negli anni ’90. La sua mission è quella di diffondere l’importanza del contatto e della comunicazione attraverso un metodo insegnato ai genitori.

Perché è importante il massaggio?
Perché è importante saper toccare il nostro bambino?

L’obiettivo di un corso è molto di più dell’apprendimento di una sequenza di massaggi! Si impara a toccare con amore il proprio bambino, in misura della sua disponibilità. Vi chiederete; in che senso?! Nella vostra memoria vi sarà sicuramente almeno un ricordo in cui vi siete sentiti costretti a dare un bacio a qualcuno, magari per salutarlo, ed è prassi, purtroppo comune, spingere i bambini a salutare in questo modo nonni, zii e parenti vari.
Ecco, alla base del metodo AIMI, c’è la richiesta di permesso al bambino di poter iniziare a massaggiarlo. L’insegnante facilita questo rito di inizio, aiutando i genitori a porre l’attenzione sulla risposta del bambino. In questo modo il piccolo imparerà a discernere un tocco amorevole e rispettoso del suo corpo, da uno invadente ed invasivo.
Si cura l’ambiente affinché sia caldo e accogliente, affinché mamma/papà e bimbo si sentano a proprio agio e si preparino a circa 90 minuti di interazioni gli uni verso gli altri, verso l’ambiente, verso i compagni di esperienza, che siano piccoli o adulti. Quel che si apprende non è un compito a casa da ripetere necessariamente; è più che altro uno strumento, un “asso nella manica” da tenere con sé ed utilizzare quando si è disponibili a farlo (genitori) e a riceverlo (bimbo).

Quali benefici si potrebbero ottenere?
I benefici del massaggio infantile potrebbero essere molteplici. Ultimamente è stato scoperto che il cervello risponde particolarmente a degli stimoli molto piacevoli: le carezze! Quella pressione e lentezza sono gli ingredienti chiave che rendono il massaggio un grande mezzo per lo sviluppo neurale del nostro bambino, dell’apparato muscolare, della circolazione sanguigna, del rilassamento; li si aiuta, inoltre, a prendere coscienza del loro corpo, mostrando i loro confini, le loro gambe, corpo, braccia, mani e piedi; un aiuto in caso di gas intestinali e costipazione, di congestione nasale e, soprattutto, dell’interazione con mamma e papà.
Durante il massaggio al proprio bambino, lo si guarda ed osserva: parlargli e sorridergli è automatico, giocarci ed interagirci… tutto ciò che serve alla relazione.

E per i bimbi con anomalie dei cromosomi sessuali?
Vi chiederete, cosa cambia?!

E’ noto, ahimé, come può essere influente per la mente avere la certezza di un’anomalia genetica. Già il termine stesso ci porta a qualcosa di negativo, ci richiama un qualcosa che non è come dovrebbe essere. Ebbene, se vi dicessi che quel o quei cromosomi in più ci sono, ma che è ancora tutto da scrivere???

Abbiamo infinite possibilità a questo mondo di realizzare i nostri desideri, quelli dei nostri bambini di vivere la vita che gli spetta, ricca di gioia di felicità di giochi, corse, carezze e regali e baci e… normalità!
Il compito dei genitori è da sempre quello di costruire intorno al proprio bambino un terreno fertile dove egli possa trovare esperienze e stimoli per la sua mente ed il suo corpo!

Sì ok, ma il massaggio cosa c’entra?!
Sappiamo che i disturbi principalmente correlati a queste diagnosi, riguardano la sfera cognitiva e la sfera emotiva. Un bambino accolto nei suoi bisogni ha più possibilità di “concentrare” le sue energie sullo sviluppo cerebrale: diversi studi hanno confermato quanto il contatto favorisca una quantità di sinapsi (scambi a livello di neuroni) rispetto a bimbi meno toccati, massaggiati e presi in braccio.


E’ più chiaro quanto possa essere vantaggioso per i nostri bambini giocare d’anticipo con un accudimento più accogliente?

Questo punto di partenza rende quindi i genitori più sensibili e responsivi anche alla sfera emotiva dei propri figli: come detto, infatti, queste diversità genetiche possono portare difficoltà nella gestione delle emozioni; accogliere le reazioni dei nostri bambini, senza giudizio, sarà loro di grande aiuto nell’imparare ad autogestirsi crescendo, e sarà più facile rispetto a bimbi le cui emozioni saranno state giudicate, soffocate o veicolate.

Qualcuno potrebbe notare che questi scenari non sono propri solo di bambini con aneuploidie cromosomiche.
E già! In effetti è molto difficile nei primi anni di vita del nostro bambino, capire quale atteggiamento rientri nella sfera “conseguenza della sindrome” o nella sfera “normalità”.

I genitori a conoscenza di queste sindromi in fase prenatale, sono spesso pronti alla “lotta alla sopravvivenza”, catalogano (spesso erroneamente) atteggiamenti propri dell’età e della crescita come conseguenza delle sindromi cambiando in modo vittimistico la loro risposta/reazione al bambino.

Insomma, per tutti i bambini del mondo il massaggio (ed il contatto in generale) potrebbe essere quell’asso nella manica, mamme e papà!
Quel mezzo che ci consente, oggi, di guardare il nostro bambino, conoscerlo a fondo nelle sue peculiarità, nella sua interezza e globalità.
Il massaggio potrà un domani farci entrare più facilmente in relazione con lui, magari in un momento di difficoltà, di un umore più irritabile del solito, oggi ci consente di avere quel tocco rispettoso della sua volontà ma presente al bisogno, in cui sciogliersi e ritrovare l’equilibrio insieme a mamma e papà, da bambino, ma in modo più autonomo ed indipendente, crescendo; nei bimbi con variazioni cromosomiche di questo tipo, questo mezzo diventa ancora più d’aiuto!

Come è articolato un corso di massaggio infantile?
Un corso completo si sviluppa in 5 incontri di circa 90 minuti ognuno in cui si approfondiscono e discutono aspetti legati ai bisogni e alle caratteristiche del bambino e della sua tappa evolutiva, fornendo ai genitori informazioni e dettagli al fine di comprendere meglio gli atteggiamenti del bambino.

Nelle due foto ci sono il marito e il figlio di Noemi…

Vglio partecipare! Come fare?
Uno degli obiettivi dei corsi AIMI è l’importanza del gruppo, della rete, della conoscenza di altre famiglie che comprendono i nostri vissuti. Proprio per questo sarebbe bello poter partecipare fisicamente ad un corso; pertanto, vi consiglio di contattare un’insegnante attiva AIMI (potete consultare il sito: https://www.aimionline.it/).
E’ anche vero, purtroppo, che in questo momento di distanze interpersonali, è necessario azzerare le distanze geografiche e seguire un corso di massaggio AIMI online: per chiedere informazioni e costi o per partecipare, contattatemi al 3406925592 oppure scrivetemi alla mia email: dimodugnonoemi@gmail.com
I corsi sono a numero chiuso e si svolgono tramite la piattaforma “Zoom” scaricabile gratuitamente sia su computer che tablet e smartphone.

Guardiamo in alto, i nostri bimbi hanno tutte le carte in regola per farcela!
E se cadono?! Beh, fa parte del gioco, noi saremo certamente lì ad accoglierli a braccia aperte ma incoraggiandoli a riprovare.

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,Autore: Noemi Di Modugno – Task Force del Gruppo SVITATI47

ECCO GLI SVITATI47 !! NOEMI DI MODUGNO

ECCO LA PRIMA “NEW ENTRY 2021” DEL GRUPPO SVITATI47: VI PRESENTIAMO NOEMI DI MODUGNO CHE CI FARA’ CONOSCERE LE BUONE PRASSI DA UTILIZZARE FIN DA SUBITO CON I NOSTRI BAMBINI PER PREVENIRE EVENTUALI PROBLEMATICHE E POTENZIARE LE LORO CAPACITA’ IN QUANTO LA GENETICA DETERMINA SOLO IN PARTE LE CARATTERISTICHE INDIVIDUALI MENTRE SONO LE AZIONI E IL COMPORTAMENTO DI CHI È VICINO AL BAMBINO A FARE LA DIFFERENZA. PER APPROFONDIRE VAI ALLA PAGINA “FAMILY CARE”.

Mi chiamo Noemi Di Modugno, sono romana ma vivo in provincia di Siracusa. Sono mamma di 2 bambini e sono “Insegnante di massaggio infantile AIMI”:
AIMI ODV (Associazione Italiana Massaggio Infantile) è un’Associazione nata nel 1998 con lo scopo e l’impegno di diffondere l’importanza del contatto e della comunicazione ai bimbi attraverso un metodo insegnato ai genitori.
Durante la prima gravidanza fu consigliato, a me e a mio marito, un test prenatale (NIPT) che verificasse la presenza delle principali malattie genetiche e ci fu diagnosticata la sindrome di Klinefelter.
Chiedemmo cosa potesse comportare questa diagnosi e la nostra ginecologa ci tranquillizzò molto a tal riguardo.
il nostro bambino era sano, per fortuna, aveva giusto una X in più con una probabilità del 99%.
Qualche mese dopo la nascita di nostro figlio, consultammo un genetista che ci consigliò di appurare con un esame, il cariotipo, la certezza della diagnosi e per poter essere pronti a dare il giusto supporto al nostro bambino nel momento in cui ne avrebbe avuto bisogno.
Fu così che ci decidemmo a farlo all’età di 3 anni e ricevemmo quindi la certezza della sindrome di Klinefelter.
Sebbene molti pediatri e genetisti tendano a procrastinare all’età puberale l’intervento attivo sugli effetti della X soprannumeraria, sono certa che conoscere le sfumature di questa differenza genetica ci consenta di stare un passo avanti: in fondo prevenire è meglio che curare!
Con la maternità mi sono imbattuta in scelte genitoriali che prima di allora non avevo mai pensato nemmeno di approfondire, e quindi con il “babywearing” prima ed il massaggio infantile poi, sono riuscita ad aiutare il mio bambino ad arginare stati di stress intenso, di rabbia, di agitazione, contenendo la sua emozione dirompente e permettendogli di ritrovare il suo equilibrio, con mamma accanto che comprende, attende paziente e ama.
Ho deciso di far parte del Gruppo SVITATI47 per dare un supporto pratico alle famiglie, per dare degli strumenti che ci consentano di creare con i nostri bambini una relazione profonda ed intensa, al fine di saper intuire e SENTIRE di cosa abbiano bisogno, senza che lo chiedano. Imparare ad ascoltarli ed osservarli per intervenire solo se c’è un reale bisogno, altrimenti dando loro il giusto spazio per poter sperimentare, crescere e imparare ad autogestirsi il più possibile rispetto alle emozioni dirompenti che le aneuploidie dei cromosomi sessuali possono comportare.

Noemi Di Modugno – Task Force del Gruppo SVITATI47