ACQUA: A QUANDO IL PRIMO INCONTRO?

Nell’articolo precedente, abbiamo parlato dell’importanza del movimento per tutti i bambini: a maggior ragione per i bimbi con probabili future difficoltà cognitive (se non lo hai letto ancora, clicca qui).

Non appena i neonati riescono a contrastare la forza di gravità (che ricordiamo non conoscono ancora essendo cresciuti in ambiente acquoso), l’ambiente intorno a loro li stimola al movimento.

Potremmo dire che i nostri bimbi siano in costante allenamento! Ad ogni modo, c’è un’attività che potrebbero trovare ancora più naturale di altre :

l’acquaticità.

In acqua i bimbi ritrovano sensazioni molto simili a quelle vissute per molto tempo nell’ambiente uterino: il galleggiamento, i suoni attutiti e filtrati, il movimento più facile e leggero sono sensazioni impresse nelle loro cellule, che come sappiamo hanno una loro memoria.

Negli ultimi decenni, il momento del parto e stato oggetto di osservazione, attenzione e studio affinché si riuscisse a rispettare il momento della nascita, un momento così naturale eppure così magico di passaggio tra due mondi molto diversi. Per questo è ormai sempre più diffuso e richiesto il parto in acqua.

Per alcune figure sanitarie è una semplice moda del momento, ma sempre più ostetriche lo consigliano e propongono nelle strutture organizzate oppure nei parti in casa. Se la mamma si sente a suo agio con la temperatura dell’acqua e nelle posizioni possibili nella vasca, riesce a rilassarsi e gestire meglio il respiro, quindi il dolore delle contrazioni. Il neonato, invece, passa da un ambiente umido e caldo ad un altro molto simile, senza vivere cambi repentini di temperatura, rumori troppo forti e luci invadenti…

Durante le sessioni di acquaticità non è raro che i bimbi allattati al seno, richiedono il seno; potremmo pensare alla sete, alla fame, alla stanchezza e quindi alla richiesta di conforto. Tuttavia, bisognerebbe ricordare che in caso di parto fisiologico, di neonato sano e nato a termine di gravidanza, una volta lasciato l’ambiente uterino caldo e umido, viene adagiato sul petto della mamma guidato dall’istinto e dall’odore inconfondibile del seno materno.

Si può quindi dire con certezza che i richiami alle sensazioni che i bimbi vivono durante la gravidanza sono molto simili a quelle che rivivono in un ambiente acquatico e, proprio per questo, l’ acquaticità risulta essere tra le esperienze più adatte ai neonati!.

Quando si può cominciare a fare acquaticità, quindi?

Non c’è un momento preciso: darò per questo alcune indicazioni affinché voi genitori riconosciate il momento più adatto alla vostra famiglia.

L’esperienza con l’acqua è per noi tutti quotidiana. Beviamo l’acqua per dissetarci, ci laviamo, la pioggia, una pozzanghera… e per i bambini non è diverso.

Il bagnetto è un momento molto utile per far rilassare i bimbi, ad esempio, è propedeutico all’acquaticità in un ambiente più dedicato e attrezzato: è utile quindi poter sfruttare questo momento affinché diventi costruttivo ed esperienziale, utilizzando semplicemente quel che avete in casa! Ad esempio evitare vaschette preformate e favorire posizioni in cui il corpo è libero di muoversi nelle varie direzioni, magari con un asciugamano sul fondo che attutisca movimenti ancora incontrollati.

Uniche regole: sicurezza e gioco!

Un punto necessario: non tirare troppo la corda!

Terminiamo l’esercizio prima che il bimbo si stufi o stanchi, da evitare così che gli resti una sensazione spiacevole!

Se volete fare esperienza di acquaticità, vi consiglio di scegliere una struttura con personale qualificato. A seconda dell’ età, I bimbi hanno esigenze molto diverse non solo a livello di attività motorio-cognitive ma anche sul fronte della temperatura dell’acqua, ad esempio!

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VIDEO1 IN ACQUA TIENI LA BOCCA APERTA !

VIDEO 2 2 ANNI, UN’ETÀ DI GRANDI CAMBIAMENTI !!

VIDEO 3 POCHE SEMPLICI REGOLE PER DIVERTIRSI IN ACQUA !!!

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Autore: Noemi Di Modugno – Task Force del Gruppo SVITATI47

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